Intervista a Luigi Rizzolo, presidente di Sicindustria
di Piero Cascio
Parte dall‘Isola un progetto europeo contro le molestie e le ingiustizie sul lavoro «Prevede la firma di un Manifesto per la parità di genere e la tutela di chi denuncia»
Sono poche le donne in posizioni di vertice nelle cantine siciliane e quelle poche a volte vengono retribuite meno degli uomini. Basta con le discriminazioni: gli industriali lanciano la proposta di un patto per la parità di genere nel settore vitivinicolo. Tra sabato e lunedì, a Chiusa Sclafani, nel corso della manifestazione Sicilia Wine 2026, le aziende dell’isola verranno invitate a firmare il Manifesto di Grapes of Change (Uva del cambiamento), un progetto finanziato dalla Commissione europea nell'ambito del programma Cerv, dedicato alla prevenzione della violenza di genere, costruito assieme a tredici organizzazioni di otto Paesi e coordinato da Sistemi formativi Confindustria. Luigi Rizzolo - che guida Sicindustria ma anche Sfc - lo ritiene un traguardo importante non solo per ragioni sociali, ma anche perché aiuta la crescita del comparto in termini economici.
Presidente Rizzolo, perché avete scelto la vitivinicoltura?
«È un settore che porta tanti benefici all’economia siciliana, ma che ha caratteristiche proprie - una struttura basata sulle piccola impresa, la stagionalità, la forte componente familiare che lo rendono un ambiente in cui certe dinamiche restano spesso fuori dalla visibilità istituzionale».
Qual è lo scopo principale?
«Ogni essere umano deve potere fare professionalmente quello che sa e che desidera fare. Non vogliamo che si debba usare un “bilancino” per stabilire quante donne o quanti uomini debbano svolgere determinate mansioni, ma ci sembra giusto che ogni persona possa sviluppare la propria predisposizione senza incontrare discriminazioni di alcun tipo. E per essere ancora più chiari, promuoviamo la possibilità che le donne ricoprano tutti i ruoli, anche quelli dirigenziali o tecnici, senza pregiudizi e con retribuzioni uguali a quelle degli uomini. Al momento, i ruoli principali sono affidati soprattutto alla componente maschile. Occorre ottenere un equilibrio nell’interesse degli stessi produttori».
Cosa prevede il Manifesto che sarà firmato al Sicilia Wine?
«Servirà a dare alle aziende un indirizzo. Il documento punta intanto a fare emergere il contributo delle donne nelle cantine, anche dove il loro lavoro è informale o “invisibile”. Poi ad eliminare gli stereotipi di genere sulle competenze tecniche e manageriali, a prevenire e contrastare le molestie e le discriminazioni nei luoghi di lavoro, negli eventi di settore e nei contesti di enoturismo, a promuovere una cultura aziendale inclusiva riconosciuta come valore competitivo e attrattiva per le nuove generazioni. E infine si vuole creare una rete di supporto tra professioniste e strumenti di formazione e mentoring».
Uno degli obiettivi è dunque combattere le molestie sessuali. Ci sono stati dei casi?
«Non possiamo dirlo. I dati Istat ci informano che in Italia due milioni di donne hanno subito molestie sul lavoro, ma che solo il 2,3 per cento di loro ha presentato una denuncia. Dal mondo delle cantine non ne arrivano. Il progetto intende creare nelle aziende procedure tali da agevolare le donne nel denunciare eventuali abusi. È complicato per una lavoratrice presentare una denuncia, magari contro un superiore. Occorre fare in modo in primo luogo che non vi siano molestie e in secondo che, se ve ne fossero, i sistemi di regole interne non creino difficoltà alle donne che denunciano. Anzi, che le agevolino».
Lei afferma che la parità di genere può diventare un valore aggiunto anche sotto il profilo economico. Può spiegare in che modo?
«Può influire positivamente sulla produttività. Se c’è una donna che può dare un supporto alla crescita e le vengono tarpate le ali, l’azienda subisce un danno. Non si può bloccare il processo meritocratico solo perché si pensa che in certi posti possano andare solo gli uomini».
È la Sicilia la prima regione a lanciare questa campagna?
«Sì, il progetto parte proprio da qui. Stavolta è la Sicilia a trainare le altre regioni d’Europa».
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Patto per le donne in cantina 'Basta con le discriminazioni'