L’Isola fra le leadership “tribali”, dibattito a Sicindustria

venerdì 20 febbraio 2026

La competizione tra Stati Uniti e Cina, il ritorno del mercantilismo, la guerra delle materie prime e quella, silenziosa ma decisiva, dei cavi sottomarini. La geopolitica non è solo materia per studiosi ma entra nel quotidiano di ognuno. In più coinvolge la vita delle imprese e vede la Sicilia la centro dello scacchiere.

Questi i temi approfonditi da Maurizio Molinari, giornalista e scrittore editorialista di Repubblica ospite di Sicindustria a Palermo, in un confronto che ha messo al centro il nuovo disordine globale e le opportunità per il Mezzogiorno.

Il punto di partenza non può che essere l’irrompere di Trump in un ordine internazionale già incrinato dall’ascesa di Russia e Cina. Dai dazi alle materie prime strategiche fino al petrolio sono in fronti sui cui il presidente degli Stati Uniti sta agendo. E poi c’è la quarta gamba della sfida globale: le rotte commerciali. Dal corridoio Imec che collega India, Medio Oriente ed Europa ai grandi progetti infrastrutturali che convergono sul Mediterraneo, il mare torna ad essere il crocevia della storia. È qui che la Sicilia entra in scena. “Il Mediterraneo è tornato il cuore della competizione globale – ha detto il presidente di Sicindustria, Luigi Rizzolo – e la Sicilia non è una periferia d’Europa, ma una piattaforma energetica, logistica e digitale. Se non ci affacciamo alla finestra per capire cosa accade nel mondo, rischiamo di perdere il contatto con la realtà. E noi questo non possiamo permettercelo”.
Per Molinari “La competizione globale oggi si gioca su energia, intelligenza artificiale e infrastrutture. Se l’Europa vuole restare protagonista deve agire come una vera nazione su difesa, energia e innovazione, superando i veti e l’unanimità”. Il riferimento è anche alle parole di Mario Draghi sulla necessità di una maggiore integrazione europea per non restare schiacciati tra le potenze revisioniste. Perché, è la riflessione emersa durante l’incontro, la stabilità a cui l’Occidente si è abituato è un’eccezione nella storia. Il mondo è cresciuto spesso nell’instabilità. Oggi siamo in una stagione di leadership “tribali” e di ordine frammentato. Ma anche in tempi di tensione globale si aprono spazi di crescita. La condizione è non subire il cambiamento ma governarlo. E in questa partita la Sicilia può giocare un ruolo che va ben oltre i suoi confini geografici.


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